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Maurizio Giammarco

Maurizio Giammarco è sicuramente uno dei grandi protagonisti della scena jazz europea e da sempre per il suo lavoro utilizza Sibelius.                                                                                

 

Maurizio Giammarco è sicuramente uno dei grandi protagonisti della scena jazz italiana. Sassofonista, compositore e arrangiatore, ha collaborato con artisti del calibro di Chet Baker, Lester Bowie, Billy Cobham e Peter Erskine, solo per citarne alcuni, ed è uno dei sassofonisti italiani di maggiore talento e con maggiore esperienza internazionale. Sin dalla primissima versione, Maurizio utilizza Sibelius per la delicata fase di composizione e registrazione, e considera questo software uno strumento fondamentale per la sua attività di musicista professionista.

Ecco lo scheda biografica di Maurizio Giammarco:

Folgorato giovanissimo dall'ascolto di Duke Ellington, Giammarco ha dedicato al Jazz e alle molte forme dell'improvvisazione più di trent'anni di carriera, muovendosi sostanzialmente su due direttrici fondamentali. Da un lato il suo ciclico attingere alle fonti del jazz "classico" ha sempre testimoniato un legame molto serio e profondo con la tradizione (sviluppatosi fin dall'inizio grazie anche a diversi soggiorni americani), mentre allo stesso tempo una sorta di disinvolto nomadismo culturale lo ha sempre spinto verso altre direzioni musicali, anche ai confini ed oltre del jazz, in una perenne sete di ricerca tesa a rimettere sempre tutto in discussione.

L'identità artistica di Giammarco, sia sul piano stilistico che compositivo, va quindi cercata nella sintesi che egli ha sempre cercato di operare sul suo eclettico vissuto. Tutti questi aspetti emergono chiaramente anche nelle sue attuali proposte musicali: dal quartetto co-diretto col formidabile pianista americano Phil Markowitz (che esprime un jazz contemporaneo in un ambito classicamente acustico) alla sua più recente band Megatones (che sconfina in territori più contaminati e trasversali), fino alle performances solistiche (o in duo con l'artista Claudio Palmieri), che lo hanno visto protagonista in importanti musei e gallerie d'arte nazionali.

Nato a Pavia nel '52, ma residente a Roma fin dall'infanzia, Giammarco comincia a suonare il sax tenore a 14 anni. Frequenta più tardi il corso di jazz tenuto da Gaslini a S.Cecilia (Roma-'72), il Creative Music Studio di Karl Berger a Woodstock (USA-'75); studia armonia con Gino Marinuzzi e sassofono a New York col leggendario maestro Joe Allard. Prolifico compositore, fin dal '76 dirige gruppi con cui propone la sua musica. Il più noto di questi, Lingomania (band storica degli anni '80), s'impone nei referendum di Musica Jazz dell'84, '85, '87 e di Guitar Club dell'88 e '89 come miglior gruppo italiano. Da ricordare anche l'Heart Quartet ('93-'97), La Day After Band ('90-"91) e vari Trii. Come sideman ha invece spaziato in contesti assai diversi: dalle forme più radicali dell'improvvisazione al mainstream; dal jazz-rock (Blue Morning - New Perigeo), al folk progressivo (Canzoniere Del Lazio - Carnascialia).

Ha collaborato e registrato con Chet Baker (tour europeo nell'80), Lester Bowie (Italia e N.Y. nel '79), Gaslini, Vittorini, Pieranunzi, Rava, Giovanni Tommaso, Bruno Tommaso, Fresu e Aldo Romano. Ha suonato e registrato anche con Dave Liebman, Joe Bowie, Marc Dresser, Joe Diorio, Franco Ambrosetti, Jon Faddis, George Gruntz, Billy Cobham, Peter Erskine, Marc Johnson, Harvie Swartz, Marvin Smith, Kenny Wheeler, Phil Woods, Toots Thielemans, Dean Johnson, Ron Vincent, R. Del Fra, Mike Melillo, Art Lande, Daniel Humair, Conte Candoli, Bobby Durham, Tony Scott, Kim Plainfield, Lincoln Goines, e altri ancora. Altre attività includono incursioni solistiche in dischi e tournee di musica pop (Mina, Mannoia, Nada), didattica, produzione discografica e concertistica, composizione di musica per teatro, danza, films e CD Roms (L'Alba della Repubblica), arrangiamenti per orchestra sinfonica (per E.Rava) e archi (per P.Fresu), performances multimediali (con l'artista Claudio Palmieri). Ha scritto un libro su Sonny Rollins edito nel '97 da Stampa Alternativa. E' presente in una sessantina di dischi di Jazz, il suo nome compare nella Nuova Enciclopedia del Jazz di Leonard Feather (curata da Ira Gitler), e da alcuni anni dirige la rassegna Termoli Jazz Podium.

Dal 2005 è direttore della Parco della Musica Jazz Orchestra (PMJO), big band residente presso l'Auditorium capitolino per volontà della Fondazione Musica per Roma, orchestra con la quale ha scritto numerosi arrangiamenti, sviluppato progetti originali, riletto il repertorio delle grandi orchestre storiche, e ospitato artisti del calibro di Martial Solal, Kenny Wheeler, Mike Stern, David Fiuczynski, Roy Hardgrove, Horacio 'El Negro" Hernandez, Maria Schneider, Karl Berger, Bill Holman oltre a molti direttori e musicisti italiani.

 

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